I giardini dei Borghese dove rivivono gli zar

I giardini dei Borghese dove rivivono gli zar
DESCRIZIONE:

Un viaggio alla scoperta della villa del cardinale Scipione: dalla casa di Pietro Canonica, scultore amato dalle corti d’Europa, alla valle dei platani

Villa Borghese è stata da sempre luogo di svago per tutto il popolo romano. Complici, in fondo, anche i Borghese, proprietari secolari del parco, che amavano aprirla al pubblico nelle domeniche. Era quasi predestinata al pubblico. Perché Villa Borghese avrà un primato: è la prima tenuta nobiliare ad essere diventata pubblica. Nel 1903. Certo, la sua origine risente dei fasti aristocratici. Tutta la villa nasce sotto l’estro del cardinale Scipione Borghese, che la volle come un museo en plein air. 

Le casine. Ecco allora che una passeggiata nella Villa fa scoprire dei veri gioielli. Molti edifici, infatti, nascosti tra colline e boschi, adibiti sotto i Borghese ad usi rurali, sono stati trasformati negli ultimi quattordici anni dal Comune in luoghi della cultura, che rientrano nel Sistema Musei in Comune di Roma Capitale, gestiti da Zetema. Uno in particolare va scoperto. Pensare che nel Seicento lo chiamavano “il gallinaro”, il ricovero di lusso per struzzi e volatili esotici. Nel 1927 il Comune lo concesse allo scultore piemontese Pietro Canonica che lo trasformò nella “fortezzuola”, casa-atelier fino al 1959 (anno della morte). Di lì a poco diventerà museo comunale dedicato ad una carriera consumata tra le corti d’Europa, lontano dalle avanguardie scalpitanti. La sua impetuosa classicità, così invisa al critico Ugo Ojetti, echeggia nei modelli delle statue-ritratto equestri degli zar di Russia da Mosca a San Pietroburgo (gli originali distrutti nella Rivoluzione).

 Lasciandosi alle spalle la valle dei Platani secolari (dove sei esemplari vennero piantati addirittura da Scipione), si scopre l’antica Aranciera, sede del Museo Carlo Bilotti, nato dalla donazione del collezionista italo-americano (con opere di De Chirico, Manzù, Warhol). E val davvero la pena visitarlo oggi per la mostra in cui un grande come Kounellis rende omaggio al maestro Mafai. 

Nella cinquecentesca Palazzina dell’Alboreto dei Gelsi, sorge poi la ludoteca comunale Casina di Raffaello (imperdibile per i bimbi dai 3 ai 10). Un cantiere febbricitante di laboratori creativi all’insegna del riciclo. Qui, fino al 29 giugno si può scoprire la mostra di Gek Tessaro un viaggio entusiasmante attraverso i racconti disegnati e parlati di uno degli artisti più poliedrici e trasversali del panorama italiano. Ai margini della villa (via Aldovrandi 18), gli appassionati di scienza degli animali, non possono perdere il Museo di Zoologia. 

di Laura Larcan

Il bookshop
Piccolo ma ricco, il bookshop del Museo Carlo Bilotti ha il pregio di offrire volumi scelti sull’arte contemporanea, da De Chirico a Andy Warhol

La caffetteria
Una dolce pausa per le gioie del palato. Nel cuore della Villa, la Casina del Lago offre piatti freddi e menù alla carta, ma anche caffè di qualità

Il chiostro
Riposo e letture, è il perfetto mix che riserva il chiostro della Galleria d’arte moderna. Panchine con vista sull’arte e bookshop ricco di oggettistica



INDIRIZZO:
Villa Borghese, Roma

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